L’Unione Europea non fa sconti. Le caldaie a gas sono da vietare, ma i cittadini chiedono una soluzione.
Acquistare una casa è molto difficile al giorno d’oggi, ma anche quando ciò avviene è importante tenere in considerazione molti fattori che un tempo venivano taciuti: la classe energetica delle abitazioni e degli elettrodomestici di cui ci si serve. Anche solo una manciata di lustri fa non ci si badava, ma fortunatamente adesso c’è molta più preoccupazione per l’energia.
Forse non tutti i giovanissimi potrebbero sapere che ogni elettrodomestico in vendita possiede un’etichetta in cui sono ritratte delle lettere da A a D (in alcuni casi si procede anche oltre con l’alfabeto). Lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici e persino le televisioni hanno tutte queste lettere, le quali indicano la classe energetica cui appartiene l’elettrodomestico.
La lettera A indica che la lavatrice, ad esempio, inquina poco, di conseguenza consuma anche poco. Quando un elettrodomestico consuma poco grava meno sia sulla bolletta che sull’ambiente. Un elettrodomestico A+ oppure A+++ è il meglio del meglio, ma richiede un esborso economico iniziale più corposo.
Nelle case di molti italiani, sorge adesso il problema della caldaia, comunemente utilizzata a combustione fossile, cioè “a gas”. L’Unione Europea annuncia però un ferreo divieto che metterebbe nei guai i cittadini.
La direttiva del Parlamento Europeo è già stata approvata dalla Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. Questa prevede la cancellazione degli incentivi statali per l’acquisto di caldaie a gas e auspica il divieto di installazione delle stesse nelle case di nuova costruzione o in ristrutturazione.
C’è di più: è reso noto il desiderio di velocizzare le tempistiche burocratiche per l’entrata in vigore formale dei provvedimenti, così da rendere ufficiale il divieto delle caldaie a gas dal 2025. L’obiettivo? Far fronte alla crisi climatica e rendere le case dei cittadini dell’UE il più sostenibili possibile. I problemi sono dietro l’angolo: come si fa a essere pronti in due anni?
Le caldaie a gas funzionano grazie all’utilizzo di combustibili fossili, perciò inquinanti. L’alternativa è rappresentata dalla caldaia a pompa di calore, meno inquinante e anche più economica sul lungo periodo. Ma come fare per tutte le famiglie che posseggono ancora la vecchia caldaia?
Inizialmente potrebbe risultare proibitivo provvedere a una sostituzione completa della caldaia a combustione, per cui la direttiva dell’UE sembrerebbe flessibile permettendo ai cittadini di installare soluzioni ibride per i primi tempi di adattamento al nuovo regime. L’importante è limitare sprechi, sia del portafogli che delle risorse del pianeta.
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